Le parole di una giovane mamma.
“Mio figlio stanotte non ha dormito” queste sono le parole di una giovane mamma ,al telefono con la nostra associazione , la quale stanotte ha assistito , unitamente al suo piccolo, alla violenta aggressione avvenuta tra le mura dell’ospedale Santobono di Napoli.
E come lei tante stanno ci stanno contattando ,al di là delle minacce subite dal personale sanitario c’è un danno maggiore, quello arrecato ai ”piccoli testimoni” presenti al momento dei fatti.
Questi bimbi avranno per sempre impresse nella mente le urla, gli spintoni e le minacce di quelle persone, e sicuramente attribuiranno l’immagine dell’ospedale come un luogo “non sicuro” dove si urla e si litiga!
A quanto riferito dal personale sembra che all’interno di uno dei box visita c’era un piccolo di pochi mesi con il pediatra il quale ha dovuto interrompere ogni attività assistenziale!
Il nostro messaggio va agli aggressori: “avete offeso e minacciato il personale sanitario, e potremo anche passarci sopra e metterlo nel conto della quotidianità, ma la paura ed il terrore che avete seminato nei piccoli pazienti in attesa di visita NON VE LO PERDONEREMO MAI!”
Fonte:nessunotocchi Ippocrate
“Mio figlio stanotte non ha dormito” queste sono le parole di una giovane mamma ,al telefono con la nostra associazione , la quale stanotte ha assistito , unitamente al suo piccolo, alla violenta aggressione avvenuta tra le mura dell’ospedale Santobono di Napoli.
E come lei tante stanno ci stanno contattando ,al di là delle minacce subite dal personale sanitario c’è un danno maggiore, quello arrecato ai ”piccoli testimoni” presenti al momento dei fatti.
Questi bimbi avranno per sempre impresse nella mente le urla, gli spintoni e le minacce di quelle persone, e sicuramente attribuiranno l’immagine dell’ospedale come un luogo “non sicuro” dove si urla e si litiga!
A quanto riferito dal personale sembra che all’interno di uno dei box visita c’era un piccolo di pochi mesi con il pediatra il quale ha dovuto interrompere ogni attività assistenziale!
Il nostro messaggio va agli aggressori: “avete offeso e minacciato il personale sanitario, e potremo anche passarci sopra e metterlo nel conto della quotidianità, ma la paura ed il terrore che avete seminato nei piccoli pazienti in attesa di visita NON VE LO PERDONEREMO MAI!”

Commenti
Posta un commento