LA NUOVA TRUFFA
Per la nuova truffa, che gira da un po’ di tempo, è stata adottato un termine giapponese, Wangiri, che significa letteralmente “Uno (squillo) e butta giù”. Si tratta di una telefonata senza risposta, che può essere pericolosa. Come segnala l’Europol, l’Ufficio Europeo di Polizia che ha il compito di sostenere gli stati della UE nella prevenzione e nella lotta alla criminalità organizzata, compresa quella informatica, bisogna saper riconoscere la truffa.
La truffa si riconosce attraverso alcuni segnali, e perciò deve essere subito segnalata agli operatori telefonici e alla polizia postale. Ad oggi, Wangiri è la truffa telefonica più diffusa nel mondo, e forse anche la più vecchia, dato che le prime testimonianze si hanno sin dai primi anni 2000. Eppure, nonostante gli anni, questa truffa funziona ancora ed è molto redditizia. Come fermarla? Purtroppo, sono sempre di più le vittime della truffa, e così l’Europol fornisce alcuni consigli per tutelarsi. Ma come funziona, esattamente, e perché è così pericolosa? In pratica, si riceve un solo squillo, proveniente da un numero estero. Se si richiama il numero, ecco che si attiva una segreteria telefonica. In alcuni casi, però, non c’è nemmeno la segreteria, ma solo un silenzio sospetto.
Il numero estero, in realtà, è un numero a tariffazione speciale, che comporta il costo di svariati euro per minuto. Secondo i calcoli effettuati, in media, ogni dieci secondi di Wangiri vengono sottratti circa 1,5 euro, che non solo sono scalati dal conto telefonico, ma che attivano dei servizi di abbonamento. In questo caso, la vittima, ignara di tutto, mensilmente si vede scalare il conto. Il numero di telefono cambia ad ogni telefonata, randomizzato dai software. si può scaricare la App Truecaller, o altre simili, capaci di bloccare in autonomia le chiamate sospette in entrata, già segnalate da altri utenti.
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