IL GESÙ VIRTUALE ,PERMETTE AI VISITATORI DI CONFESSARSI .

 Non ci troviamo nella Night City di Cyberpunk 2077, ma a Lucerna, in Svizzera, nella storica Cappella di San Pietro. Qui, un'installazione chiamata "Deus in Machina" permette ai visitatori di confessarsi a un Gesù virtuale. Questo progetto sperimentale, sviluppato dalla chiesa insieme all'Immersive Realities Research Lab dell'Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna, propone un'interazione con un’intelligenza artificiale addestrata su testi biblici e teologici. L’obiettivo? Esplorare il ruolo della tecnologia nella cura pastorale e sollevare interrogativi sui suoi limiti.


L'IA accoglie i fedeli con la frase: "La pace sia con te, fratello. Cosa turba il tuo cuore oggi?" e promette risposte personalizzate in 100 lingue. Nonostante l’accessibilità e la velocità delle sue risposte, molti criticano il progetto definendolo generico e privo della profondità umana necessaria per temi spirituali. Altri invece si sono sentiti consolati, lodando l’esperienza come innovativa e sorprendentemente utile.


Le preoccupazioni principali riguardano la privacy e l’etica: non è chiaro se le conversazioni vengano registrate o come i dati siano gestiti. Inoltre, l’IA, pur basandosi su testi sacri, potrebbe deviare dagli insegnamenti tradizionali. L’installazione, che non sostituisce un vero sacramento, si concluderà il 27 novembre con una discussione pubblica sui risultati dell’esperimento.


                               




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