LA TESTA DI UN BAMBINO NON E 'SPESSA COME QUELLA DI UN ADULTO

 I bambini non assorbono le onde elettromagnetiche come gli adulti.

Ed è una differenza fisica, non ideologica.


A causa di un cranio più sottile, di tessuti con maggiore contenuto d’acqua e di un cervello in sviluppo, i modelli scientifici mostrano che il cervello infantile può assorbire una quantità più elevata di radiazioni a radiofrequenza (RF-EMF) emesse da smartphone e tablet.


Studi di simulazione indicano che, a parità di esposizione, alcune aree del cervello dei bambini presentano valori di assorbimento locale (SAR) più alti rispetto a quelli degli adulti, soprattutto nelle regioni profonde e negli occhi.


Un punto è fondamentale:

non esistono prove dirette di danni neurologici causati dall’uso degli smartphone nei bambini.

Ma la ricerca suggerisce un approccio prudente, perché il cervello in sviluppo è più plastico e più sensibile agli stimoli ambientali prolungati.


Per questo molte linee guida raccomandano di ridurre le esposizioni evitabili:

– limitare l’uso a contatto diretto con la testa

– preferire vivavoce o auricolari

– fare pause frequenti

– evitare dispositivi accesi vicino al letto durante il sonno


La scienza non parla di allarme.

Parla di attenzione informata durante una fase delicata dello sviluppo cerebrale.

                             



Fonti scientifiche


Fernández, C., et al. (2018).

Absorption of wireless radiation in the child versus adult brain and eye from cell phone conversation or virtual reality. Environmental Research, 167, 694–699.


Christ, A., et al. (2010).

Age-dependent tissue-specific exposure of cell phone users. Physics in Medicine & Biology.


World Health Organization (WHO).

Electromagnetic fields and public health: mobile phones.


International Agency for Research on Cancer (IARC). (2013).

Non-ionizing radiation, Part 2: Radiofrequency electromagnetic fields. IARC Monographs.



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